Energia

Emergenza plastica in Italia: la filiera del riciclo a rischio

Emergenza plastica in Italia

In Breve

Qual è la causa principale dell'emergenza plastica in Italia?
La causa principale è la carenza di sbocchi per il materiale riciclato, penalizzato dalla concorrenza di materie prime vergini a basso costo importate dall'estero.
Quali regioni italiane sono più colpite da questa crisi?
Le regioni più colpite sono Campania, Lazio, Puglia, Marche, Emilia-Romagna e Sardegna.
Cosa ha proposto il Ministero dell'Ambiente per affrontare la situazione?
Il Ministero ha proposto interventi regionali per aumentare e razionalizzare gli stoccaggi e misure temporanee per mitigare il blocco della raccolta.

Unindustria, l’associazione delle imprese del Lazio, ha lanciato un allerta riguardo all’emergenza plastica che sta colpendo la regione, mettendo a rischio l’intera filiera del riciclo e il servizio di raccolta dei rifiuti urbani. La principale causa di questa crisi è la carenza di sbocchi per il materiale riciclato, che si trova a competere con materie prime vergini a basso costo importate dall’estero. Questo ha portato a una significativa riduzione delle capacità di stoccaggio degli impianti di riciclo.

La situazione è aggravata da problemi già esistenti in altri flussi della raccolta differenziata, dove mancano soluzioni impiantistiche adeguate. Di conseguenza, si stanno verificando accumuli di rifiuti, rallentamenti nella raccolta e un aumento dei costi legati all’invio del materiale fuori regione, senza contare l’impatto ambientale dei trasporti. Recentemente, durante un incontro del tavolo delle plastiche, è emerso che la filiera ha registrato una perdita di capacità di trattamento di circa 12.000 tonnellate al mese nell’ultimo anno. Secondo il censimento Ispra 2024, in Italia ci sono 384 impianti per un totale di 953.198 tonnellate di materiale trattato.

Le regioni più colpite da questa emergenza includono Campania, Lazio, Puglia, Marche, Emilia-Romagna e Sardegna, con segnalazioni di difficoltà anche da Piemonte e Veneto. I fermi impianto sono causati sia da eventi accidentali, come incendi che hanno colpito diversi impianti di riciclo e stoccaggio durante l’estate, sia dalla mancanza di sbocchi di mercato e da ritardi autorizzativi. Per affrontare questa situazione critica, il Ministero dell’Ambiente ha proposto interventi regionali per aumentare e razionalizzare gli stoccaggi, nonché misure temporanee messe in atto da consorzi e imprese.

Un ulteriore sviluppo preoccupante è stato il provvedimento del 16 settembre, quando il Tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria per un anno del consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, Corepla. Questo provvedimento è stato emesso nell’ambito di un procedimento relativo a presunti controlli inadeguati sulla filiera, in particolare riguardo a Synextra Spa e ai centri di selezione e stoccaggio. Corepla ha ribadito la propria estraneità a qualsiasi illecito, sottolineando la correttezza delle proprie operazioni e la massima collaborazione con le autorità.

La crisi della plastica in Italia richiede interventi urgenti e coordinati per evitare il blocco della raccolta e il rischio di incendi, garantendo così la continuità della filiera dell’economia circolare e la protezione dell’ambiente.

redazione

Autore di Azienda Italia.

Leggi l’articolo successivo