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L’Intelligenza Artificiale in Sanità: Rischi e Responsabilità

Intelligenza artificiale in sanità

In Breve

Quali sono i rischi dell'IA in sanità?
L'IA può portare a una dipendenza eccessiva da valutazioni opache, influenzando negativamente la relazione medico-paziente.
Come viene regolamentato l'uso dell'IA in sanità?
L'uso dell'IA è regolato dal GDPR e richiede un consenso informato specifico.
Qual è la responsabilità del medico nell'uso dell'IA?
Il medico deve garantire l'affidabilità degli strumenti di IA utilizzati e interpretare criticamente i risultati.

L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando il settore sanitario, offrendo supporto a diagnosi, terapie e gestione dei pazienti. Tuttavia, l’adozione di queste tecnologie solleva questioni cruciali riguardanti la responsabilità in caso di errori. I sistemi basati su machine learning e deep learning, addestrati su enormi quantità di dati e fondati su reti neurali, richiedono una gestione rigorosa dei dati sanitari per evitare violazioni della riservatezza e della privacy.

Un aspetto preoccupante è la potenziale dipendenza degli operatori sanitari dalle valutazioni opache generate dall’IA. Questo potrebbe influenzare negativamente la relazione medico-paziente e sollevare questioni etiche e deontologiche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato l’importanza di proteggere l’autonomia umana, la riservatezza, la trasparenza e la spiegabilità dei sistemi di IA, promuovendo al contempo responsabilità e rendicontabilità.

Dal punto di vista giuridico, la posizione prevalente è che l’azienda possa essere ritenuta responsabile anche quando un singolo dipendente introduce strumenti di IA nel contesto lavorativo. Tuttavia, l’operatore sanitario mantiene la responsabilità professionale e deve verificare e interpretare criticamente i risultati forniti dagli strumenti automatici.

Le problematiche principali riguardano la responsabilità civile e il trattamento automatizzato dei dati sanitari, che, secondo il regolamento GDPR, richiedono una solida base giuridica e un consenso informato esteso per l’uso dell’IA nel trattamento sanitario. Ogni sistema di IA ad alto rischio dovrebbe operare sotto il controllo diretto di personale sanitario qualificato, e il suo utilizzo deve essere registrato nel Fascicolo Sanitario Elettronico.

È fondamentale distinguere tra la responsabilità per dispositivi con IA sotto controllo medico, dove permane il giudizio di colpa professionale, e quella per dispositivi ad alta autonomia, in cui l’interruzione del nesso causale suggerisce di spostare la responsabilità verso il produttore. Per riequilibrare innovazione e tutela del paziente, è necessario promuovere IA affidabile e trasparente, prevedendo una responsabilità oggettiva del produttore per gli errori “della macchina”.

In questo contesto, l’IA può essere considerata un dispositivo medico, la cui scelta e impiego ricadono sotto la responsabilità del medico, che deve garantire l’affidabilità degli strumenti utilizzati. La Legge 132/2025, agli articoli 7 e 13, introduce l’obbligo di un consenso informato specifico per l’uso dell’IA, in forma scritta o digitale, in linea con la Legge 219/2017. Il paziente ha il diritto di sapere quando e come l’IA contribuisce a diagnosi o terapia, inclusi funzione, limiti, rischi e garanzie di controllo umano.

Dal 10 ottobre 2025, il consenso riguarderà non solo la scelta delle cure ma anche la tecnologia IA impiegata, trasformandosi in uno strumento di partecipazione consapevole e responsabilità condivisa. L’introduzione dell’IA ha il potenziale di ridurre fenomeni di medicina difensiva e favorire una medicina preventiva digitale, ma apre anche nuovi profili etici e giuridici che influiranno sull’allocazione della responsabilità civile, rischiando di promuovere un uso meramente difensivo degli strumenti innovativi.

redazione

Autore di Azienda Italia.

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