Tecnologia

Microsoft in attesa della Corte Suprema: la battaglia sulle licenze software continua

Microsoft e la Corte Suprema del Regno Unito

In Breve

Qual è la controversia principale riguardante Microsoft?
La controversia riguarda la rivendita di licenze software perpetue e le pratiche contrattuali di Microsoft.
Cosa ha deciso la Corte di giustizia nel 2012?
Ha stabilito che la distribuzione di una copia software perpetua esaurisce i diritti del venditore.
Quali sono le implicazioni della causa per Microsoft?
Le implicazioni includono richieste per miliardi di sterline e una causa collettiva che coinvolge fino a 2,7 milioni di membri.

Microsoft ha ottenuto una sospensione estesa delle procedure al Competition Appeal Tribunal (CAT) mentre si prepara a richiedere il permesso di appellarsi alla Corte Suprema del Regno Unito. Questa decisione arriva dopo che l’azienda ha subito due sconfitte, sia al CAT che alla Court of Appeal, in merito a una controversia sulla rivendita di licenze software perpetue.

Il caso è stato avviato nel 2021 da JJH Enterprises, operante come ValueLicensing, che ha presentato un reclamo da 270 milioni di sterline. L’azienda sostiene che Microsoft abbia introdotto clausole contrattuali per limitare il mercato secondario e incentivare la migrazione verso Microsoft 365.

La controversia si basa sul principio di esaurimento del diritto di distribuzione, stabilito dalla Corte di giustizia nel 2012 nel caso UsedSoft v Oracle. Questo principio afferma che la distribuzione di una copia software perpetua esaurisce i diritti del venditore, anche se la copia è fornita tramite download. Nel 2025, Microsoft ha cambiato la sua strategia difensiva, sostenendo che Office non fosse solo un programma, ma includesse elementi creativi come icone e clip art, soggetti a diritti d’autore che impedirebbero l’esaurimento. Tuttavia, questo argomento è stato respinto.

Nel novembre 2025, il CAT ha dato ragione a ValueLicensing riguardo a questioni preliminari di diritto d’autore. Il 7 luglio 2026, la Court of Appeal ha respinto all’unanimità gli appelli di Microsoft, sia sulla giurisdizione del CAT che sulle conclusioni di diritto d’autore. Il tribunale ha osservato che la lettura proposta da Microsoft avrebbe portato a risultati paradossali, come rendere rivendibile il software fornito su CD ma non la versione scaricata.

Il CAT ha confermato che l’esaurimento si applica alla copia e non alla singola “seat”, impedendo di separare i diritti d’uso da una copia installata su server per più utenti. La rivendita è ammissibile solo per copie o licenze indipendenti, a condizione che il venditore abbia cessato l’uso delle copie trasferite.

La sospensione del CAT è stata motivata dal presidente Justin Turner KC, che ha ritenuto necessario bilanciare il rischio di spese inutili se l’appello fosse ritenuto ammissibile e la necessità di evitare ritardi procedurali. Se la Corte Suprema dovesse rifiutare il ricorso, il procedimento tornerà al Tribunale, con un processo previsto per il 2027.

Questa questione ha implicazioni significative che vanno oltre il singolo reclamo da 270 milioni di sterline. La conferma della capacità del CAT di decidere su questioni di diritto d’autore necessarie per risolvere una controversia di concorrenza ha aperto la strada a una causa collettiva parallela promossa da Alexander Wolfson, che potrebbe esporre Microsoft a richieste per miliardi di sterline e coinvolgere fino a 2,7 milioni di membri.

Il caso si inserisce in un contesto di crescente attenzione regolatoria sulla transizione dalle licenze perpetue agli abbonamenti. Il 29 luglio 2026, l’Office of Competition and Markets Authority (CMA) ha avviato un’indagine sulla gestione da parte di Microsoft del passaggio dei sottoscrittori alle versioni Microsoft 365 Personal e Family. Questa indagine si concentra su come Microsoft abbia offerto funzionalità gratuite come Copilot per il resto del periodo contrattuale, per poi trasferire automaticamente gli utenti su piani a prezzo più elevato al rinnovo. Per gli abbonati annuali, la versione con Copilot è stata proposta a 25 sterline in più rispetto al piano “Classic” a tempo limitato. La CMA ha dichiarato che l’indagine valuterà se i clienti siano stati indotti in errore, senza formulare accuse o trarre conclusioni definitive. Microsoft ha ribadito che la fiducia dei consumatori è una priorità e ha dichiarato di collaborare con l’autorità.

In un contesto simile, l’Australian Competition and Consumer Commission ha avviato un’azione in Federal Court riguardo le modifiche ai piani Copilot e Classic, coinvolgendo anch’essa circa 2,7 milioni di clienti. Questo quadro si colloca in un momento di maggiore vigilanza regolatoria transatlantica sulle pratiche delle grandi aziende tecnologiche, già segnato da sanzioni e inchieste a livello europeo e da tensioni commerciali con gli Stati Uniti.

redazione

Autore di Azienda Italia.

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