Energia

Riscaldamento Artico: Le Ricerche di Ny-Ålesund Rivelano Cambiamenti Drastici

Stazione Dirigibile Italia a Ny-Ålesund

In Breve

Cosa documentano le ricerche a Ny-Ålesund?
Le ricerche documentano un aumento delle temperature e trasformazioni negli ecosistemi artici.
Qual è l'impatto dell'atlantificazione?
L'atlantificazione porta a un incremento delle temperature delle acque e a cambiamenti significativi nei fiordi.
Quando si svolgerà la Conferenza nazionale polare?
La Conferenza nazionale polare si terrà a Roma dal 5 al 7 ottobre.

La stazione ‘Dirigibile Italia’ a Ny-Ålesund, attiva dal maggio 1997 e gestita dall’Istituto di Scienze Polari (CNR-ISP) dal 2020, ha registrato un significativo aumento delle temperature e l’atlantificazione dei fiordi nel corso degli ultimi trent’anni. Questi cambiamenti hanno portato a trasformazioni profonde negli ecosistemi polari, evidenziando l’urgenza di monitorare e comprendere le dinamiche climatiche in atto.

Le infrastrutture di ricerca, tra cui la torre di monitoraggio Amundsen-Nobile di 34 metri e il laboratorio Gruvebadet, sono fondamentali per raccogliere dati sui parametri atmosferici, sulla composizione dell’aria e sugli scambi energetici tra superficie e atmosfera. Inoltre, sistemi mooring ancorati al fondale misurano continuamente parametri fisici, chimici e biologici della colonna d’acqua, fornendo un quadro dettagliato delle condizioni ambientali.

Le serie storiche raccolte dal 1993 al 2011 indicano un incremento della temperatura media compreso tra 1.1 °C e 1.35 °C per decennio, con un aumento di circa 1 °C ogni dieci anni nelle acque del Kongsfjorden. Questo segnale è indicativo dell’influenza crescente delle masse d’acqua atlantiche nella regione.

Nel mese di aprile 2026, il progetto europeo LIQUIDICE ha rilevato anomalie termiche fino a 12 °C oltre la media stagionale. Questi dati hanno evidenziato una fusione precoce del manto nevoso, la formazione di canali d’acqua sui ghiacciai e la saturazione degli strati nevosi basali, compromettendo l’accesso al cibo per la fauna locale. La deposizione di aerosol e polveri ha ulteriormente ridotto l’albedo della neve, accelerando lo scioglimento del ghiaccio marino e favorendo la sostituzione del ghiaccio pluriennale con strati più sottili e vulnerabili.

Le rilevazioni hanno anche documentato il degrado del permafrost, con il rischio di rilascio di gas serra dal terreno, e l’espansione della vegetazione nota come Arctic Greening. Questi cambiamenti non solo influenzano gli ecosistemi locali, ma pongono anche interrogativi sulla direzione futura degli ecosistemi artici.

I ricercatori sottolineano l’importanza delle serie di lungo periodo per distinguere la variabilità naturale dai cambiamenti di origine antropica. Comprendere quanto e come l’Artico stia cambiando è cruciale per affrontare le sfide climatiche globali.

I risultati e le prospettive della ricerca polare italiana saranno discussi a Roma dal 5 al 7 ottobre durante la Conferenza nazionale polare, organizzata dal CNR in collaborazione con ENEA, INGV e OGS. Questo incontro rappresenta un’importante occasione per approfondire le ricerche in corso e le strategie per affrontare i cambiamenti climatici in atto.

redazione

Autore di Azienda Italia.

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